Il Valore di un Glucometro

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Rubriche - Strumenti di Misurazione
Scritto da Redazione   

valori

L’autocontrollo è il controllo dei livelli di zucchero nel sangue che ogni paziente diabetico può rilevare in autonomia (anche da solo) in assenza del proprio medico. La glicemia (il livello degli zuccheri nel sangue appunto) è il parametro fondamentale per prevenire le complicanze ed i sintomi più comuni del diabete: l’iper e l’ipoglicemia. Tale sistema è ormai unanimemente accettato e riconosciuto come uno dei più importanti strumenti a disposizione per la cura e la gestione del diabete, affiancandosi ed integrandosi con gli altri accorgimenti terapeutici “classici”, come dieta, attività fisica, farmaci ed educazione.

L’autocontrollo glicemico è considerato oggi, sulla base di numerosi studi e dell’esperienza di milioni di pazienti in tutto il mondo, la seconda “arma” più importante in ambito clinico, dopo la scoperta dell’insulina. È proprio grazie a quest’arma, utilizzata direttamente dal paziente in seguito ad addestramento da parte del team diabetologico, che il diabetologo riesce ad affinare la terapia sulle reali “performance metaboliche” della persona con il diabete ed a definirne il corretto stile di vita (dieta, attività fisica…).

L’autocontrollo è una pratica entrata ormai da diversi anni nel vivere quotidiano, soprattutto grazie all’estrema facilità e rapidità con cui è possibile praticarlo; non servono borse pesanti da trasportare, non sono necessarie precauzioni eccessivamente vincolanti, basta un semplice glucometro.

I glucometri sono piccoli apparecchi elettronici, facilmente trasportabili, di semplice e pratico utilizzo che permettono di effettuare la rilevazione della glicemia in qualunque momento della giornata: sono sufficienti pochi minuti.

Un consiglio: utilizzare sempre lo stesso sistema; il suo andamento nel tempo, a prescindere dai valori assoluti, è parimenti utile ai fini del monitoraggio glicemico.

Il valore di un glucometro

I glucometri attualmente in commercio sono senza dubbio molto più pratici, affidabili e semplici nel loro uso rispetto a quelli che si impiegavano fino a qualche anno fa. Premesso che le glicemie ottenute non sono utilizzabili a fini diagnostici, si può affermare che i risultati delle misurazioni con i glucometri in commercio sono complessivamente accettabili, pur con discrete differenze tra un apparecchio e l’altro. Le continue innovazioni tecnologiche non portano, infatti, solo ad una riduzione delle dimensioni e ad un miglioramento estetico dei glucometri: il confronto fra alcuni di nuova generazione e altri più vecchi mostra una maggiore accuratezza nelle misurazioni.

Oggi il paziente ha a disposizione strumenti che riescono a ridurre possibili interferenze causate da sostanze presenti nel campione per assunzione di farmaci o per condizioni fisiopatologiche e che non hanno la necessità di essere calibrati e, quindi, sempre meno “operatore-dipendenti”. È stato infatti appurato che frequentemente errori nella rilevazione della glicemia sono dovuti a sbagli o dimenticanze nelle procedure che precedono “il calcolo vero e proprio”. Le modalità di prelievo e di preparazione dello strumento ad opera del paziente erano (e rimangono ancora, seppur in minima parte) una significativa variabile che determina l’errore nella rilevazione della glicemia. Un altro comportamento “sbagliato” è confrontare i valori di due differenti glucometri per verificare la correttezza dei risultati. È come se volessimo decidere quale di due orologi è più preciso e “affidabile” senza sapere esattamente che ore sono. L’unico valore confrontabile con quello di qualsiasi glucometro è quello fornito da un’analisi di laboratorio eseguita su sangue plasmatico. Facciamo un esempio numerico: il paziente a casa misura la glicemia ed ottiene 145 mg/dL, non convinto esegue il test con un altro glucometro che visualizza come risultato 175 mg/dL: quale glucometro dà il valore più corretto? L’analisi di laboratorio fornisce un valore glicemico di 160 mg/dL: entrambe i glucometri si sono discostati del 9% dal valore reale, uno sottostimando e l’altro sovrastimando. Inoltre, a causa di diversi fattori (incluso l’errore umano), un test che segue a breve un altro può variare più o meno del 10%, anche senza cambiare dito. Questo è l’errore standard di tutti i glucometri. Per queste ragioni suggeriamo fortemente di non eseguire comparazioni tra strumenti per l’autocontrollo e di affidarsi ad un solo: non è infatti infrequente che strumenti diversi esprimano valori che differiscono anche di 20 mg/dL in più o in meno, e ogni persona con il diabete sa bene quanto queste piccole differenze numeriche condizionino la propria condotta. È quindi estremamente importante decidere a quale strumento affidare la rilevazione e mantenerlo come punto di riferimento senza cambiarlo in continuazione (ammesso che non sia evidente la non accuratezza dei dati): solo in questo modo il diabetologo potrà farsi un’idea dell’andamento generale della glicemia ed affinare sempre più il “progetto terapeutico” condiviso con il paziente. 

A chi e a cosa serve l'autocontrollo?

Un autocontrollo ben eseguito e correttamente riportato su un apposito diarietto permette

medico

al medico di:
a) stabilire i valori di glicemia da raggiungere e da mantenere;
b) fornire adeguate raccomandazioni per la terapia;
c) valutare l’efficacia della terapia e l’influenza dell’alimentazione;
d) fornire i limiti entro i quali si è al riparo da situazioni di possibile pericolo;
e) modificare la terapia in base a variazioni dell’attività fisica o ad altre particolari esigenze (lunghi viaggi, sforzi prolungati...);
f) identificare la presenza di livelli alterati di glicemia anche quando non si avvertono disturbi, per poterli trattare adeguatamente.




paziente


al paziente di:
a) adattare la terapia, come indicato dal medico, alle differenti situazioni (sport, cambi di alimentazione, viaggi, ecc.);
b) accorgersi della presenza di “emergenze” (es. ipoglicemia) e porvi rimedio;
c) sapere comportarsi di fronte a situazioni che di per sé alzano o abbassano la glicemia (sport intensi, febbre, altre malattie);
d) correggere immediatamente eventuali errori (nella terapia, nell’alimentazione, ecc.);
e) gestire al meglio la terapia consigliata dal medico.

 

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