Triathlon e diabete: una missione possibile!

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Lunedì 30 Giugno 2014 12:53

triathlon

Abbiamo già affrontato in un precedente articolo l’argomento degli “sport estremi”, ma questa volta vogliamo entrare un po’ di più nel particolare, parlando di una realtà italiana che dimostra come, nonostante il diabete, sia davvero possibile confrontarsi con attività sportive particolarmente impegnative come nella fattispecie il Triathlon. Il triathlon è una specialità olimpica dal 2000 ed è uno sport multidisciplinare in cui gli atleti sono chiamati a confrontarsi in ben 3 discipline diverse in sequenza: nuoto, ciclismo e corsa.

Il triathlon olimpico prevede 1.500 m di nuoto, 40 km in bicicletta e 10 km di corsa. Già decisamente impegnativo! Ma “c’è di peggio”: esiste infatti una distanza cosiddetta “super lungo”, conosciuta dagli appassionati come Ironman. Si tratta della più dura competizione di tale sport, composta da 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa (cioè la distanza della maratona).

Sempre più persone con diabete affrontano queste sfide al limite del coraggio e della resistenza fisica. Ci siamo chiesti come riuscissero a gestire il diabete ed una così impegnativa e costante attività fisica, e siamo andati ad intervistare Luca Vanni, il presidente dell’Associazione ANDIAMO (Associazione Nazionale DIAbetici in Movimento), che da anni ormai segue il TRI-D Team, un gruppo di sportivi appassionati di Triathlon.

luca-vanniBuongiorno dott. Vanni, può raccontarci in breve com’è nata la vostra passione per il Triathlon?

A ottobre 2009 ho iniziato a correre "per dimagrire" mi ero detto... invece la cosa ha iniziato a prendermi. Vedevo il mio peso diminuire, il fiato aumentare e il fisico cambiare, e poi le glicemie e gli esami non sono mai stati tanto perfetti.

Dopo 1 anno e mezzo ho fatto la mia prima maratona (42.195 metri), e poi un'altra e un'altra ancora.....però la cosa non mi bastava più: avevo bisogno di qualcosa di più duro. Così iniziai con la bici... poi perché non mettere anche il nuoto???

Così a novembre 2012 ho fondato insieme ad altri ragazzi diabetici ANDIAMO (Associazione Nazionale DIAbetici in MOvimento), dove abbiamo creato un team , il TRI-D Team ,composto da soli atleti diabetici che fanno triathlon e gare del circuito IRONMAN.

Vorremmo entrare un po’ più nel dettaglio: come riuscite a controllare il diabete con simili carichi fisici da gestire?

Come diciamo sempre il nostro sport non é il triathlon composto da 3 sport, bensì da 4: perché anche il controllo del diabete in gare così estenuanti diventa una priorità, come l'integrazione e il mangiare. Per quanto mi riguarda sono microinfuso con sensore e durante le gare uso un monitor wireless che mi permette di verificare sempre la glicemia e di intervenire sia con insulina che con correzioni zuccherine.

Come facciamo é stato un lavoro fatto insieme ai nostri diabetologi: cercando il dosaggio migliore e come gestire la basale prima, durante e dopo l'attività fisica.

Con il micro devo dire che le cose sono molto più semplici.

Quali sono le raccomandazioni che fate ai vostri atleti prima di una gara?

Innanzitutto di verificare la glicemia pre-gara, e cercare di portarla sopra i 200 mg/dl, poi, per chi ha il sensore, di verificare ogni 30' l'andamento, per chi invece ha una terapia multi infettiva di provare la glicemia ad ogni cambio.

Portarsi sempre dietro dello zucchero (di qualsiasi tipo), di lasciare dei succhi, il glucosprint, miele, zucchero, maltodestrine ai punti cambio.

Quali suggerimenti dareste ad una persona con diabete che vorrebbe iniziare a praticare triathlon?

La prima cosa è interfacciarsi sempre col proprio diabetologo, poi di iniziare a capire il proprio corpo... Capire i segnali che manda. Non cercare di accelerare i tempi, allenarsi costantemente e non sottovalutare problemi soprattutto ai piedi, poi di divertirsi perché lo sport é Vita e il divertimento é alla base di tutto.

Utilizzate tecnologie particolari per affrontare senza pericoli le gare?

Come già detto alcuni di noi hanno il sensore di glicemia e il microinfusore che ad oggi sono le tecnologie perfette per chi pratica sport, in più ad aspettarci ai punti di cambio abbiamo il GlucoMen Ready di Menarini per un rapido controllo glicemico.

Effettuate visite mediche straordinarie oltre ai soliti controlli periodici tipici delle persone con diabete?

Visite mediche straordinarie no, ma per qualsiasi problema siamo sempre in contatto con i nostri diabetologi che ci assistono come angeli custodi.

Quali sono, secondo Lei, le doti di un vero IRONMAN?

La forza, La tenacia, la pazienza, il voler arrivare a un traguardo.

La preparazione di una gara di IRONMAN (mezzo o intero) ha dietro 8/10 mesi di allenamenti giornalieri, anche doppi (consecutivi o staccati).

Parlo per l'IRONMAN 70.3 o mezzo IRONMAN: la gara é estenuante ti porta a bruciare più di 7000 calorie in 4/6h circa… ma gli ultimi 200 metri valgono tutte le fatiche e la tensione.

La ringraziamo molto e siamo convinti che il vostro contributo sarà di grande aiuto a tutte quelle persone con diabete che vogliono iniziare o continuare l’attività sportiva anche ad alti livelli.

 

andiamo

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