Jogging con il diabete

PDF Stampa E-mail
(0 voti, media 0 di 5)
Rubriche - Sport
Scritto da La Redazione   

Jogging: nient'altro che una corsa lenta praticata all’aperto, sebbene dai ritmi assomigli piuttosto ad una passeggiata (gli esperti lo definiscono una corsa al di sotto dei 10 km/h, 6 minuti per chilometro). Il bello di questo sport, principalmente amatoriale, risiede proprio nel fatto che non è necessario raggiungere velocità folli per ottenere ottimi risultati, né fare grandi investimenti per praticarlo: sono sufficienti un paio di scarpe da corsa, un abbigliamento comodo e uscire di casa diretti al parco preferito. Moltissime persone fanno jogging di questi tempi: chi non ha notato l'invasione di colorati soggetti in scarpe da ginnastica sfilare lungo le piste ciclabili o i percorsi attrezzati del parco? E i più diversi VIP di ogni parte del mondo ripresi mentre corricchiano in tuta e scarpe da ginnastica?

Lo scopo principale del fare jogging è aumentare il benessere fisico approfittando della naturalezza e del rilassamento della corsa, senza però subirne lo stress derivato dal maggior senso di competitività. “Si esce il più leggeri possibile e si rientra scaricati dai pensieri quotidiani inutili, leggermente sudati”, questo dovrebbe essere lo spirito del jogger: la persona che sceglie di dedicarsi del tempo per riscoprire il semplice piacere del movimento e della sensazione di libertà che ne deriva.

Perché fare jogging,
soprattutto in caso di diabete?

Un leggero ed abituale esercizio fisico è una delle migliori medicine che si conoscano: è gratuita, piacevole e con un’efficacia dimostrata per tutte le età. Ed è proprio il praticare jogging, come abbiamo visto dall’enorme diffusione, una delle migliori a disposizione: nei testi scientifici viene infatti definito come “un movimento leggero, volto a non affaticare l’organismo di soggetti non professionisti”.
Non è difficile immaginare quanto queste caratteristiche siano ancor più valide in caso di diabete, dove è della massima importanza una buona e costante attività fisica che però non rischi di influire negativamente sul più o meno precario equilibrio glicemico, e dove è fondamentale riattivare un buon circuito di stile di vita tenendo sotto controllo una serie di variabili tra di loro interdipendenti (alimentazione, aspetti psicologici, attività fisica, farmaci e tutto ciò che riguarda la gestione quotidiana del diabete).
Uno dei maggiori vantaggi per chi fa jogging, quando praticato con costanza e coscienza, è l’ottimo allenamento di cuore e polmoni perché essendo “per definizione” un’attività aerobica favorisce la riduzione della massa grassa (in particolare di quella addominale "insulino-resistente") e lo sviluppo della massa magra.
Un altro vantaggio, probabilmente quello più “sponsorizzato”, è il senso di benessere che consegue alla corsa: pare sia dovuto ad una maggiore produzione di endorfine, rispetto alla più tipica produzione di adrenalina che si verifica nei casi di maggiore agonismo. Il senso di benessere è anche affiancato dal senso di soddisfazione che deriva, entro un breve periodo di pratica, dal dimagrimento e dal rafforzamento fisico. Come effetti sul lungo periodo vale la pena sottolineare l’importanza del fare jogging allo scopo di migliorare l’apparato circolatorio e la densità minerale ossea e regolarizzare il respiro ed il battito cardiaco: ciò consente di sopportare meglio situazioni di stress e di affaticarsi di meno.
Tutti questi motivi rendono questa attività un tipo di esercizio fisico che, inserito in un corretto piano di gestione del diabete, può migliorare fortemente lo stato di salute e di benessere psicofisico.

Come diventare joggers!
La motivazione è l’aspetto cruciale: molte persone usano fare jogging per passare un po’ di tempo con se stessi e per districare i problemi della giornata e trovare le risposte, altre per godersi del tempo anche stringendo nuove amicizie.
Abituare l'organismo di chi non ha mai corso o l'ha fatto saltuariamente o in passato non è facile come si tende a pensare.
La prima cosa da fare è parlarne col diabetologo o medico di fiducia in modo che possa darvi quelle indicazioni personalizzate (piccoli aggiustamenti alla dieta, accorgimenti nell’uso dell’insulina e tutto ciò che è utile per evitare brutte sorprese) e magari suggerirvi una programmazione personalizzata delle uscite. La seconda è l’abbigliamento adatto: il più leggero ed elastico rispetto al clima, scarpe da ginnastica o da corsa comode, calze di spugna (controllate sempre i piedi prima di partire ed all’arrivo); lasciate a casa tutto il superfluo per non riempirvi le tasche di oggetti (per questo genere di sport potete lasciare a casa il glucometro e prendere un ipod). Prima di uscire controllate la glicemia ed appuntatela sul diario, bevete un bicchiere d’acqua o di integratore salino a temperatura ambiente e lasciatevi i pensieri alla spalle. Rimandate l’uscita se il tempo non lo permette o se rilevate valori glicemici eccessivi (oltre i 250 mg/dl); qualora siano troppo bassi potete integrare con degli zuccheri, ma aspettate 10 minuti e ripetete la misurazione per essere sicuri che i valori siano rientrati nella norma.
Tenete a mente che, da un punto di vista prettamente fisico, una corsa lenta affatica in particolar modo le giunture del ginocchio: è importante quindi iniziare da subito con la corretta postura. Evitare di correre sulle punte perché si rischia di sovraccaricare il polpaccio infiammando il muscolo. Il passo corretto è: prima appoggiare il tallone, scaricare sull’avampiede e ricaricare sulla punta. Anche le braccia sono importanti per non affaticare la schiena: evitare di tenere in mano oggetti è essenziale per lasciare i muscoli degli arti superiori rilassati e dedicarli unicamente all’equilibrio. Le spalle aperte e le braccia basse aiutano a respirare meglio. Come programma iniziale delle uscite rimandiamo alla scheda che trovate di seguito, ma in linea di massima è consigliabile iniziare con brevi uscite a giorni alterni della durata di 20/30 minuti. Scegliete inizialmente percorsi in pianura e non allontanatevi mai troppo da casa o dal luogo in cui tenete il glucometro, il cellulare e gli immancabili zuccheri rapidi per improvvise crisi ipoglicemiche. Portate comunque sempre con voi la tessera sanitaria ed un appunto in cui si segnali la presenza di diabete.


sport6 1

SCARICA QUI LA SCHEDA DI ALLENAMENTO

 

Articoli Correlati

app

GLUNews su Play Store  app store badge

banner-laterale

Trova il CAD più vicino

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

La Community di GLUNews

Scopri tutti i vantaggi di far parte della community di GLUNews. Clicca qui

cucina banner

Con il patrocinio di

AID banner

Con il contributo informativo di

logo ANSA

News dalla rete - Sport

DiLeiAttività aerobica o anaerobica: differenze, benefici e sportDiLeiSono sport aerobici la camminata, la corsa, il ciclismo, il nuoto, lo sci di fondo, la cyclette e il tapis roulant, attività adatte a tutti, ovviamente sotto controllo medico e calibrando gli sforzi in base a età, peso e condizioni di salute. ... Dal ...
Read more...
greenMe.itAcido lattico: cos'è e come smaltirlo. Rimedi e alimentazionegreenMe.it... energia maggiore a causa di sforzi intensi che vanno oltre la soglia anaerobica, si comincia a produrre acido lattico. In buona sostanza, dunque, la produzione di acido lattico comincia quando il metabolismo aerobico, cioè l'ossigeno presente nel ...
Read more...
NonSoloFitnessBody Building: storia e vantaggiNonSoloFitnessNobile popolo ricco di tradizione sportiva, tanto da essere gli ideatori dei Giochi Olimpici, i giochi in onore degli Dei, per i quali anche le guerre venivano interrotte. Nel secolo XIX, i tedeschi, subendo molte sconfitte in campo bellico da parte ...
Read more...