“I miei figli avranno il diabete?”

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Rubriche - Focus
Scritto da A. Giaccari   
Venerdì 08 Novembre 2013 00:00

figli-diabete

Nella vita di tutti i giorni tutti noi corriamo, lavoriamo, risparmiamo, affrontiamo preoccupazioni per avere una vita migliore, sia per noi che per i nostri figli. E se lavorando e risparmiando possiamo cercare di programmare e lasciare un futuro migliore per chi ci seguirà, chi ha il diabete sente spesso il peso e la colpa di far loro ereditare il pesante fardello di questa patologia.

Così, in ambulatorio, accade spesso che al termine di una visita mi venga quasi confidenzialmente chiesto: “Mio figlio avrà il diabete?”. A questa difficile domanda non esiste una sola risposta, perché le cose cambiano secondo il tipo di diabete.Esistono due principali tipi di diabete mellito: il tipo 1 ed il tipo 2. In un certo senso si tratta sempre della stessa malattia, che si manifesta con un aumento dei valori di “zucchero” (glucosio) nel sangue, l’iperglicemia. I due tipi di diabete hanno però cause profondamente diverse, quindi per rispondere alla domanda dobbiamo prima spiegare le differenze che ci sono tra il tipo 1 ed il tipo 2.

Cominciamo con il capire cosa hanno in comune le due forme di diabete: l’eccesso di glucosio nel sangue. Tutte le cellule del nostro corpo hanno bisogno di glucosio, il principale “carburante” per le funzioni e la sopravvivenza del nostro organismo. Fatta eccezione per alcuni organi come il cervello, il glucosio non può entrare nelle cellule da solo: ha bisogno dell’insulina, un ormone importantissimo prodotto dal pancreas.

carburanteÈ come se l’insulina fosse la chiave del serbatoio della nostra macchina: se non apriamo lo sportellino non possiamo fare benzina!

Come gli altri nutrienti, quando mangiamo, il glucosio viene assorbito e passa nella circolazione del sangue, che lo trasporta alle diverse cellule del corpo. L’insulina “apre” lo sportellino delle cellule e permette al glucosio di entrare, così le cellule possono usarlo. Quando si ha il diabete, il glucosio non entra nelle cellule e rimane nel sangue, i livelli di zucchero salgono al di sopra dei valori normali e si ha l’iperglicemia.

Il diabete di tipo 1 è il tipo di diabete meno comune tra i due (una persona con diabete su dieci). È anche conosciuto come “diabete giovanile”, perché generalmente compare durante l’infanzia, l’adolescenza o comunque in età giovanile. Nel diabete di tipo 1 il pancreas non produce l’insulina, o ne produce una quantità minima. Senza insulina il glucosio non può entrare nelle cellule; è come se il corpo perdesse le chiavi del serbatoio e non potesse più fare rifornimento di carburante. Il motivo per cui il pancreas smette di produrre l’insulina non si conosce con certezza. Si sa che le cellule del pancreas che producono insulina, le beta-cellule, ad un certo punto vengono distrutte come se fossero “estranee”. È un meccanismo che normalmente difende il nostro corpo dalle malattie, come quelle causate da virus e batteri, e più in generale da agenti “estranei” al nostro organismo: il corpo li riconosce e li attacca, salvandoci dalla malattia. In alcune malattie, le “malattie autoimmuni”, il corpo perde la capacità di riconoscere alcune delle sue cellule, e le attacca come se fossero “intruse”, distruggendole. Nel diabete di tipo 1 il nostro corpo distrugge le cellule che producono insulina, e si rimane senza.

Quando il corpo non può più produrre insulina è necessario somministrarla dall’esterno; per questo motivo il diabete di tipo 1 in passato veniva anche chiamato “diabete insulino-dipendente”. Sebbene non si conoscano bene le cause della distruzione delle beta-cellule, si pensa che siano principalmente coinvolti fattori esterni e che i geni che si ereditano dai genitori giochino un ruolo minore. Infatti, in più del 90% dei casi le persone con diabete di tipo 1 non hanno un familiare con la stessa malattia. Perfino nel caso di gemelli identici la probabilità che se uno dei due ha il diabete di tipo 1 anche l’altro sviluppi il diabete è “solo” del 50%. Se i geni fossero l’unica o comunque la principale causa del diabete di tipo 1, due persone che hanno esattamente gli stessi geni (come i gemelli identici) dovrebbero anche avere la stessa malattia. Sono stati identificati alcuni geni che possono aumentare la probabilità di avere il diabete di tipo 1, ma sembra che sia necessaria una causa esterna (forse un’infezione che modifica il sistema di difesa dell’organismo) perché il diabete di tipo 1 si sviluppi.

Perciò, se una persona con diabete di tipo 1 mi chiede “i miei figli avranno il diabete?” la mia risposta è che esiste la possibilità che questo succeda, ma in base alle conoscenze che si hanno al momento ritengo che sia una possibilità abbastanza rara, tale da non necessitare nessuna precauzione o diagnosi precoce.

Il discorso cambia un po’ per il diabete di tipo 2, il tipo più comune, conosciuto anche come “diabete alimentare”, “diabete dell’anziano” o “diabete non insulino-dipendente”. A differenza delle persone con il diabete di tipo 1, quelle con il tipo 2 sono generalmente adulti in sovrappeso e non hanno bisogno di iniettarsi insulina (almeno nei primi anni della malattia) perché sono ancora in grado di produrla. Quali sono allora le cause? Nel diabete di tipo 2, le cellule sono meno sensibili all’effetto dell’insulina, sono “insulino-resistenti”. Per superare questo problema il pancreas inizia a lavorare di più per produrre più insulina e “forzare” le cellule a far entrare il glucosio.

Tornando all’esempio della chiave per aprire il serbatoio dell’auto, è come se la serratura fosse arrugginita. Inutile, la chiave è giusta, ma non gira. Allora proviamo con un po’ di olio, poi un cacciavite, poi un martello. All’inizio ci riusciamo, questa strategia funziona, ma alla lunga il pancreas si stanca del carico di lavoro eccessivo e non riesce più a produrre abbastanza insulina. Per fare un esempio ancora più calzante, è come quando, per farvi sentire da una persona che ha problemi di udito, dovete alzare la voce. La alzate sempre di più perché la persona proprio non vi sente, ma dopo aver urlato per ore ed ore vi stancate e rimanete con un filo di voce. Le cellule non “sentono” l’insulina, e il pancreas si sforza di produrne di più per “gridare” alle cellule di far entrare il glucosio. Con gli anni il pancreas si affatica, e la produzione di insulina si riduce.

A questo punto si avrà iperglicemia, perché l’insulina non è più sufficiente a far entrare il glucosio nelle cellule. Le persone con diabete di tipo 2 hanno bisogno di iniettarsi insulina solo quando la malattia è molto avanzata ed il pancreas non ne produce quasi più. La capacità del pancreas di produrre maggiori quantità di insulina per compensare l’insulino-resistenza, ma in parte anche la stessa insulino-resistenza, sono influenzate sia dai nostri geni che da fattori “esterni”. Chi ha un genitore con il diabete di tipo 2 ha infatti una probabilità maggiore di sviluppare la malattia rispetto ad un’altra che ha entrambi i genitori sani. Ma questo non significa che chi ha un genitore con il diabete di tipo 2 sia condannato ad ereditarlo!

La scienza ancora non ci permette di modificare i nostri geni, ma per fortuna si può agire su altri fronti per evitare che il diabete abbia la meglio. Ci sono fattori “esterni” su cui possiamo intervenire per prevenire la comparsa del diabete di tipo 2. Ad esempio, l’alimentazione scorretta è uno dei fattori che possono contribuire alla comparsa di diabete, perché mangiare grandi quantità di zuccheri semplici (zucchero, dolci, bibite gassate) e grassi (specialmente quelli di origine animale come burro, strutto, insaccati ecc.) può portare a sovrappeso e obesità. Questi non sono solo un problema estetico; la “pancetta”, che i medici severamente chiamano “obesità addominale”, si associa ad un rischio più alto di sviluppare insulino-resistenza e diabete. Il problema estetico è perciò secondario rispetto ai gravi effetti che sovrappeso, e ancor più obesità, hanno sulla salute. Lo stesso vale per la scarsa attività fisica.

sedentariaLe persone sedentarie, che non praticano alcuna attività fisica, se geneticamente predisposte, hanno un rischio maggiore di avere il diabete.

Sedentarietà, sovrappeso e obesità – lo ripeto: FATTORI SU CUI POSSIAMO INTERVENIRE – sono in gran parte responsabili dell’aumento dei casi di diabete che si è verificato a livello mondiale negli ultimi decenni. Non tutte le persone con diabete di tipo 2 sono obese o in sovrappeso. Anche in questi casi, tuttavia, il diabete è causato da una combinazione fra i geni ereditati e lo stile di vita. I nostri geni, infatti, hanno un programma che stabilisce la massima quantità di insulina che il nostro pancreas è in grado di produrre. Superato quel limite (che dipende dallo stile di vita di cui sopra) appare il diabete. Per prevenirlo o curarlo, dunque, è necessario cercare di restare al di sotto del limite, curando il nostro stile di vita. Il cambiamento degli stili di vita ha anche abbassato l’età di comparsa della malattia. Appena trent’anni fa era raro trovare persone con diabete di tipo 2 che avessero meno di settant’anni, oggi invece è molto comune che un quarantenne abbia già il diabete: ormai la definizione “diabete dell’anziano” non si può più usare! Pensate alle conseguenze per la salute.

L’iperglicemia del diabete, se non controllata, con gli anni può causare malattie del cuore, ictus, insufficienza renale, cecità, amputazioni, problemi circolatori, ecc. Un ottantenne ha davanti a sé un’aspettativa di vita relativamente breve: il diabete che compare all’età di 80 anni non avrà tempo sufficiente a causare danni tali da influenzare più di tanto la durata e la qualità della vita della persona.

Al contrario, una persona a cui viene diagnosticato il diabete all’età di 40 anni ha davanti a sé tutta la vita, anche perché oggi viviamo più a lungo. In questo caso il diabete, se non adeguatamente controllato, influenzerà notevolmente sia la durata sia la qualità di vita della persona. Pensate solo al “fastidio” di dover prendere le medicine tutti i giorni per quarant’anni...E questo è solo il male minore! Non voglio certo spaventarvi, ma è importante essere consapevoli del fatto che il diabete, di tipo 1 o di tipo 2, può avere gravi conseguenze per la salute. Per chi ha ereditato la predisposizione al diabete di tipo 2 è fondamentale seguire un’alimentazione sana, con un apporto di calorie adeguato alle energie consumate, pochi grassi, pochi zuccheri semplici e tante fibre. All’alimentazione sana bisogna associare l’esercizio fisico. Basta mezz’ora di camminata veloce ogni giorno per diminuire il rischio di comparsa del diabete di tipo 2.

Chi è in sovrappeso o obeso dovrà tagliare le calorie e muoversi un po’ di più per eliminare i chili di troppo. Molte persone sono obese ma non sanno di esserlo: l’obesità non è solamente quella “estrema”, e non si definisce solo in base al peso. Il vostro medico vi dirà se il vostro peso è normale o se avete bisogno di perdere qualche chilo, e vi consiglierà sulla dieta da seguire. Insomma, se una persona con diabete di tipo 2 mi chiede “i miei figli avranno il diabete?” la mia risposta è che avere un genitore con il diabete di tipo 2 aumenta le probabilità che anche i figli lo abbiano. Tuttavia, il diabete di tipo 2 si può prevenire con uno stile di vita sano: più che da voi, dipenderà dai vostri figli se avranno il diabete!

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Marzo 2014 15:43
 

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