VES (velocità di eritrosedimentazione)

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Rubriche - Capire le analisi
Scritto da A. Giaccari   

VES

A molti di voi sarà capitato di trovare la parola “VES” sul referto delle analisi di laboratorio prescritte dal medico. Si tratta di una delle analisi che vengono prescritte più comunemente. Ma cosa indica, e perché rientra quasi sempre tra le analisi “di controllo” che il medico richiede?

VES è un acronimo che sta per “Velocità di EritroSedimentazione”, un termine “medichese” che indica semplicemente la velocità con cui i globuli rossi (eritrociti, dal greco erythrós, rosso, e kýtos, cavità, cellula) si depositano sul fondo di una provetta. È un’analisi in grado di rivelare la presenza di infiammazione.

Cerchiamo di capire come funziona e cosa significa. Il sangue è formato da una parte liquida, il plasma, e da una parte “corpuscolata”, cioè le cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, di cui abbiamo parlato in una precedente rubrica). Normalmente le cellule circolano nel sangue le une separate dalle altre, come tante macchine su un’autostrada, senza aderire tra loro. Grazie a delle cariche elettriche negative presenti sulla loro superficie, infatti, esse si “respingono” le une dalle altre.

Per misurare la VES, il sangue prelevato viene messo in una provetta in cui i globuli rossi lentamente si depositano sul fondo, e la parte liquida del sangue resta sulla superficie. Esattamente come quando si mette dello zucchero in un bicchier d’acqua senza mescolarlo: lo zucchero si deposita sul fondo del bicchiere, e l’acqua rimane sopra.

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La VES misura la distanza che i globuli rossi percorrono in un’ora. In altre parole, con che velocità si depositano sul fondo della provetta. In alcune condizioni, per esempio quando è in atto un’infiammazione, la capacità dei globuli rossi a respingersi si riduce, e questi tendono ad aderire tra loro. Se si formano degli ammassi di globuli rossi, questi si depositeranno più velocemente sul fondo della provetta, perché pesano di più, e la VES sarà aumentata. Come se nel nostro bicchiere invece che zucchero sfuso mettessimo delle zollette: andranno a fondo più velocemente! Essendo una velocità, la VES si misura in millimetri/ora (similmente alla velocità di una macchina, misurata in chilometri/ora).

I valori normali variano in base all’età e sono maggiori nella donna. I laboratori indicano che i valori dovrebbero essere inferiori a 20 mm/h nella donna e a 15 mm/h nell’uomo. Una regola generale che tiene conto dell’età e del genere è: VES uomo = età/2; VES donna = (età+10)/2. Ora sappiamo cosa succede in laboratorio. Ma cosa indica l’aumento della VES? Innanzi tutto va chiarito che la VES è un’analisi piuttosto aspecifica. Ciò significa che la VES non indica una malattia in particolare, perché ci sono moltissime ragioni (patologiche e non) per cui si può avere un’alterazione di questa analisi.

Generalmente la VES aumenta nelle malattie che comportano un’infiammazione: malattie autoimmuni, alcune forme di artrite, tumori, ma anche nella semplice influenza! La VES è un campanello d’allarme che indica la presenza di infiammazione, ma per arrivare a una diagnosi è importante che insieme alla VES vengano richieste altre analisi più specifiche, in base ai sintomi che la persona riferisce e alla visita effettuata dal medico.

provetta-globuliLa VES può anche essere richiesta come controllo di routine in persone che stanno bene, per verificare che non ci siano patologie “nascoste”. Una volta che è stata fatta la diagnosi, la VES può essere ripetuta per verificare l’andamento della malattia e/o l’azione della terapia, ad esempio se gli antinfiammatori stanno facendo effetto. Bisogna infine tenere presente che ci vuole qualche giorno prima che la VES si riduca e che ci sono condizioni (anemia, diabete, gravidanza, malattie del cuore) che possono alterarne i valori senza che ci sia un vero e proprio processo infiammatorio in corso. La VES, quindi, potrebbe essere considerata un’analisi di prima battuta: “se alta, c’è qualcosa che non va”.

Purtroppo non è sempre così. Può alzarsi per banalità, può rimanere normale anche in presenza di malattie gravi. Per questo è indispensabile che venga integrata con le altre analisi (e la visita del Paziente).