Il Diabete e la Patente

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Rubriche - Attualità
Scritto da R. Iannarelli   

Dal 4 maggio 2006 semplificato l'iter di rilascio/rinnovo patente di guida ai cittadini con diabete.

In tutte le Nazioni esistono Legislazioni specifiche per l’idoneità alla guida dei pazienti diabetici, tuttavia le pratiche sono spesso molto discordanti. Anche in Italia fino al maggio 2006 c'era una grossa difformità di applicazione della legislazione riguardante il rilascio/rinnovo della patente di guida ai cittadini con diabete tra le varie regioni o addirittura nell'ambito di una stessa regione.

A fronte della legislazione in materia, alquanto restrittiva fino a qualche anno fa, non è stato mai evidenziato un aumento significativo del rischio totale di incidenti automobilistici per i soggetti con diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2, anzi, statisticamente i soggetti con diabete alla guida risultano essere molto meno pericolosi di altri (ad esempio il rischio determinato dal diabete non è neanche paragonabile a quello indotto dall’alcool).

In considerazione della disomogeneità di atteggiamento in materia sul territorio nazionale, e delle lungaggini burocratiche che spesso caratterizzavano l'argomento, nei primi mesi del 2006 una Commissione interministeriale (Ministero dei Trasporti e Ministero della Salute), integrata da due diabetologi, anzi per la precisione due diabetologhe, designate dalle Società Scietifiche AMD e SID, ha dato luogo a una semplificazione dell'iter di concessione/rinnovo della patente di guida A, B, BE ai cittadini con diabete, che ha portato il 4 Maggio 2006 all'emanazione da parte del Ministero della Salute di Linee-Guida per l'accertamento e la valutazione della capacità alla guida di soggetti affetti da diabete per conseguimento, revisione , o conferma delle patenti di categoria A, B, BE, linee-guida che allo stato attuale sono applicate in maniera abbastanza omogenea su tutto il territorio nazionale.

• Sino al 1996 (D.M. Trasporti 8.8.94; DM Trasporti 28.6.96) il diabete mellito, compreso tra le patologie di competenza delle Commissioni Mediche Provinciali per le Patenti di Guida, consentiva il rilascio/rinnovo della patente solo ai soggetti con diabete tipo 2 senza complicanze. La patente non veniva concessa/rinnovata ai soggetti con diabete tipo 1 o comunque insulino-trattati, “salvo casi eccezionali debitamente giustificati dal parere di un medico autorizzato e con controllo medico regolare".

• Successivamente (D.M. Trasporti 16.10.98) il divieto ai pazienti in terapia insulinica fu applicato, in presenza di complicanze, solo alle patenti superiori (C, D, CE, DE), limitando le patenti D e DE solo ai soggetti non trattati farmacologicamente e senza complicanze, con una validità di 2 anni.

• Nel 1999 l'articolo 32 della legge 7.12.99 n°472 ha apportato modifiche rispetto al precedente articolo 119 del D. L.vo 30.4.92 n°285 (o nuovo Codice della Strada) aggiungendo, dopo il comma 2, il comma 2 bis con il quale si prevede che "l'accertamento dei requisiti fisici e pischici per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie" venga "effettuato dai medici specialistici dell'unità sanitaria locale, che indicheranno l'eventuale scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medico cui è subordinata la conferma o la revisione della patente di guida" (nel comma 2 si fa  riferimento ai “medici specialistici che prestano servizio presso “l'ufficio della unità sanitaria locale territorialmente competente cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale”).

• Nel 2001 Delega al Governo per la revisione del nuovo codice della strada (L. 85/22.3.01 : Modifica all’articolo 119 del nuovo CdS): al comma 2-bis dell’articolo 119, introdotto dall’articolo 32 della su riportata L. n. 472/1999, dopo le parole: «medici specialisti» viene inserito: «nell’area della diabetologia e malattie del ricambio».Le disposizioni contenute nella L. n. 85/2001 individuano all'art. 3 comma 1 i medici specialisti nell'area della diabetologia e malattie del ricambio dell'Unità Sanitaria Locale, quale organo medico monocratico avente titolo ad effettuare l'accertamento dei requisiti psicofisici nei confronti di soggetti affetti da diabete per le finalità di cui all'oggetto.

Con la L. 85/2001, il diabete, unica patologia tra tutte quelle esistenti, delega al relativo Specialista la competenza medico-legale in materia di patenti A, B, BE. Viene mantenuta alla Commissione Medica Locale, integrata da un Diabetologo, la valutazione dell’idoneità alla guida per conseguimento/conferma delle patenti superiori C, D, CE, DE.

Tale normativa pone rilevanti problemi circa la valutazione medico-legale: il giudizio espresso monocraticamente dal Diabetologo può essere condizionato dalla relazione medico-paziente quando il Diabetologo valutatore è anche quello curante; d’altronde la valutazione medico-legale di requisiti diversi dall’andamento clinico del diabete e delle sue complicanze non rientra nella competenza del Diabetologo: di fatto la L. 85/2001 è stata applicata in maniera disomogenea e frammentaria solo in alcune realtà del territorio nazionale.

La Commissione che ha portato il 4 Maggio 2006 all'emanazione delle attualmente vigenti Linee-Guida, ha cercato di fare un po' di ordine, con una sistematizzazione organica dell'argomento. Partendo da un attento esame della legislazione, si evince che: il Diabetologo operante presso strutture pubbliche o convenzionate è, per l’Autorità che concede la patente di guida, soltanto un “consulente obbligato” che valuta le condizioni cliniche che indicano o controindicano la possibilità per il singolo diabetico di guidare un autoveicolo e che il Medico Legale (dell'Ufficio territorialmente competente), utilizzando monocraticamente le informazioni cliniche certificate dal Diabetologo, ha il compito di combinare, dal punto di vista delle norme di Legge, le esigenze del singolo con quelle della collettività.

Fac-simile di certificato diabetologico

per rilascio/rinnovo patente di guida A, B, BE


certificatopatente


Dove si rinnova la patente?

Il cittadino affetto da diabete, avuto il certificato diabetologico, lo presenterà all’Ufficio dell’Unità Sanitaria Locale territorialmente competente, (anche autoscuola), per l’espressione definitiva del giudizio di idoneità alla guida.

Chi va in Commissione Medico-Legale Provinciale?

• In Commissione andranno solo i soggetti con complicanze evolutive tali da rendere “A RISCHIO” la guida, per i quali il diabetologo non indicherà la durata del rinnovo, inviando il soggetto al medico monocratico con funzioni medico-legali che invierà eventualmente alla Commissione.

Le attuali Linee-Guida hanno ottenuto di:

• ridurre i disagi per i pazienti diabetici

• diminuire l’invio alle Commissioni Provinciali Patenti

• ridurre sul territorio nazionale la disomogeneità di modalità di concessione/rinnovo patenti

• evitare che al Diabetologo venga richiesto di diventare medico legale, riconoscendogli, come specialista, il compito di esprimere un giudizio circa il grado di pericolosità del soggetto alla guida, e di indicarne la scadenza entro cui effettuare il successivo rinnovo:

  • non ci sarà alcuna limitazione nella durata di validità della patente per un rischio alla guida giudicato basso
  • l'eventuale prescrizione di scadenza anticipata sarà basata sulla valutazione dell’entità del rischio alla guida posseduta dal soggetto al momento della visita.

Il giudizio di idoneità rilasciato dal Diabetologo deve basarsi:

• sul grado di controllo metabolico

• sulla frequenza e le caratteristiche delle reazioni ipoglicemiche

• sulla presenza e la gravità delle complicanze croniche (i cui accertamenti devono essere non antecedenti a 12 mesi).

La valutazione del controllo glicemico viene fatta in base ai valori di Emoglobina glicata non antecedenti a 3 mesi, considerati, dal punto di vista di idoneità alla guida, adeguati  se < 9,0%, non adeguati se > 9,0 %.

La frequenza e le caratteristiche delle ipoglicemie vengono valutate con un giudizio di “buono”, “accettabile”, “scadente”, se gli episodi in un mese sono rispettivamente < 2, compresi tra 2 e 4, > 4.

Viene valutato lo stato di eventuali complicanze micro e macroangiopatiche, arrivando a un'attribuzione del profilo di rischio alla guida, che può essere definito come “basso”, “medio”, “elevato”.

La omogeneizzazione delle procedure e la sistematizzazione delle indicazioni generali alle quali attenersi ha portato negli ulimi 3 anni:

• a un'indubbia semplificazione

• alla soddisfazione del singolo Cittadino, che desidera ottenere o mantenere la patente di guida e avere verifiche della sua idoneità il più agevoli possibili (il rinnovo patente da parte dei medici legali veniva fatto generalmente ogni 2 anni, anche a soggetti in buon controllo metabolico, senza complicanze e senza importanti ipoglicemie)

• alla soddisfazione della Collettività, che ha diritto alla sicurezza, per cui la norma che la tutela richiede che l’accertamento medico-legale non consenta di guidare a soggetti le cui condizioni di salute comportino una diminuita capacità di guidare in sicurezza

• alla soddisfazione del Diabetologo che viene liberato dell'incombenza medico-legale che non gli compete

• alla salvaguardia di un corretto rapporto di fiducia/sincerità tra paziente e diabetologo,

• a evitare atteggiamenti “punitivi” da parte delle Commissioni o dei Medici con funzioni medico-legali (medici militari, delle ferrovie, igienisti...) nei confronti dei cittadini con diabete che non vengono penalizzati

• a evitare i disservizi (lunghi tempi d'attesa delle Commissioni) e i malumori della gente, con denunce, minacce, ecc. (prima delle nuove linee-guida, se sul certificato che arrivava al Ministero Trasporti non era indicato che il certificato stesso era stato redatto secondo il comma 2 bis, il Ministero bloccava la pratica e non concedeva il rinnovo, con conseguenze immaginabili)

Il profilo di rischio per la sicurezza alla guida viene considerato:

BASSO nei casi senza complicanze o con sola microalbuminuria, ipertensione controllata, HbA1c adeguata, giudizio sulle ipoglicemie buono;

MEDIO nei casi con retinopatia background o proliferante con conservazione del visus, neuropatia autonomica o sensitivo-motoria lieve con conservazione della percezione sensitiva e delle capacità motorie, nefropatia solo con macroalbuminuria, ipertensione controllata, cardiopatia ischemica controllata, HbA1c non adeguata, giudizio  sulle ipoglicemie accettabile;

ELEVATO in presenza di retinopatia proliferante con riduzione del visus, neuropatia autonomica o sensitivo-motoria grave con perdita della percezione sensitiva e delle capacità motorie, nefropatia con insufficienza renale cronica,  ipertensione non controllata, ischemia cardiaca recente (< 1 anno) o non ben controllata, HbA1c non adeguata, giudizio sulle ipoglicemie scadente.

Le proposte di massima per la durata di validità della patente di guida:

• per il rischio BASSO: 10 anni per età < 50 anni, 5 anni per eta’ > 50 anni, 3 anni per età > 70 anni

• per il rischio INTERMEDIO: 5 anni per età < 50 anni, 3 anni per età > 50 anni, 1-2 anni per età > 70 anni

• per il rischio ELEVATO: il tipo di complicanze è tale da rappresentare un elevato rischio alla guida, per cui il giudizio è demandato al Medico con funzioni medico-legale dell’ufficio territorialmente competente che eventualmente invierà alla Commissione Medico-Legale Provinciale.

Non è stato affrontato, in sede di Commissione inter-ministeriale, un problema sicuramente non di interesse generale, ma di discriminazione sicura dei cittadini con diabete: quello della patente nautica senza limiti di miglia, che ci si propone di affrontare appena possibile.

Parimenti, per superare ogni forma di discriminazione e pregiudizio, favorendo la crescita dell'autostima e della fiducia nelle proprie possibilità soprattutto nei giovani, sarebbe auspicabile che il diabete, in particolare di tipo 1, non costituisca motivo ostativo al giudizio di idoneità per il volo sportivo o da diporto.

 

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