I viaggi all'estero

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Rubriche - Attualità
Scritto da La Redazione   

È arrivata l’estate ed è ora di partire per le vacanze. Molti italiani rinuncerebbero a tante cose, ma difficilmente ad un periodo di vacanza al mare o in qualche località di villeggiatura, spesso all’estero e sempre di più verso località lontane esotiche o addirittura estreme. Da Marco Polo a Cristoforo Colombo fino ai celebri Soldini e Fogar, per passione o necessità l’esplorazione ed il viaggio sono parte integrante del dna della nostra cultura. Ma cosa succede quando si intromette in questa nostra indole collettiva il diabete? È necessario rinunciare o anche solo limitare i viaggi all’estero? Oppure è possibile continuare a esplorare e a viaggiare tranquillamente come se niente fosse? Ricordate che un diabete ben controllato e correttamente gestito non impedisce di viaggiare, necessita solo di una serie di piccole attenzioni in più rispetto alla routine quotidiana e qualche precauzione di tipo burocratico. Cercheremo in queste pagine di fare chiarezza e fornire in modo semplice e sintetico tutte quelle informazioni basilari per approcciarsi e gestire, nonostante il diabete, anche i più complessi viaggi verso le destinazioni più disparate.



Dove vai? prima di partire ricordarsi di...
Una volta decisa la destinazione è di primaria importanza approfondire una serie di aspetti che normalmente (purtroppo) da semplici turisti non sempre vengono presi seriamente in considerazione, ma che in caso di diabete risultano veramente essenziali per non rovinare la vacanza, e non solo. È buona norma consultare il proprio diabetologo o il proprio medico di fiducia per pianificare al meglio, da un punto di vista sanitario, il viaggio. In base alla destinazione ed al tipo di mezzo di trasporto utilizzato potrà dare una serie di indicazioni utili su come comportarsi in caso di scompensi glicemici, come prevenirli e quali accorgimenti personalizzati mettere in atto per gestire al meglio e con minor peso il diabete. Soprattutto in caso di utilizzo di insulina o di terapia farmacologica sarà essenziale il suo supporto per programmare dosaggi ed intervalli di assunzione, a maggior ragione in caso di cambio di fuso orario. È suo compito anche quello di redigere un breve dossier, da tenere con sé durante il viaggio e il soggiorno, sulla situazione clinica e anamnestica (la storia sanitaria) del paziente, possibilmente in lingua inglese, segnalando anche le terapie (i farmaci), la dieta, le eventuali allergie o intolleranze alimentari.

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Il clima
Informarsi sulle condizioni climatiche tipiche della stagione e particolari del luogo o dei luoghi che si desiderano visitare e di conseguenza mettere in valigia l’abbigliamento necessario (un occhio di riguardo va dedicato alle calzature) è importante per affrontare bene la fase di acclimatamento e non rischiare di trovarsi sotto un uragano in bermuda ed infradito. Con il diabete i cambiamenti repentini di clima (tipici delle traversate in aereo) possono influenzare molto l’andamento glicemico e rendere più complicato, in caso di utilizzo dell’insulina, un rapido e corretto riequilibrio degli intervalli di assunzione. Non sono tanto il caldo o il freddo ad influire direttamente sulla glicemia, quanto i comportamenti messi in atto per farvi fronte: sono infatti più pericolosi gli sbalzi di temperatura (dovuti ad abuso di aria condizionata o di sole) e il tasso di umidità presente, che favorisce una maggiore sudorazione e quindi necessita di un maggiore apporto di liquidi. Il diabete generalmente rende il nostro fisico più vulnerabile alle affezioni di vario genere e, in caso di sbalzi di temperatura, risultano prevalentemente colpite le vie respiratorie e il tratto gastrointenstinale.

“Paese che vai, usanze che trovi!”
È sufficiente varcare i confini italiani per rendersi conto di come cambino la cultura e le abitudini alimentari dei nostri vicini di casa, figuriamoci poi se si decide di cambiare continente o addirittura emisfero. In questi casi non è sempre facile riuscire a mantenere un regime dietetico in linea con quello “italiano”, perciò consigliamo di fare una piccola indagine prima della partenza in modo da essere informati sui piatti tipici della zona e soprattutto sulla loro composizione e calorie. Non è solo una questione di gusti, ma un “adattamento dietetico” necessario per evitare spiacevoli sorprese ipo o iperglicemiche.

La burocrazia
attualita6 2Questo è sicuramente l’aspetto più noioso della preparazione al viaggio: in base al Paese di destinazione (consigliamo per questo un approfondimento presso le ambasciate italiane sul posto) è necessario preparare e controllare la validità di una serie di “fogli”, tessere e documenti utili per non trovarsi di fronte a spiacevoli situazioni di incompatibilità, incomprensioni e lungaggini dovute alle differenze fra legislazioni, coperture economiche e assistenze sanitarie.
Possiamo dare per scontato che sia necessario controllare prima della partenza la validità della carta di identità, del passaporto e, se richiesto, il visto turistico (uno per ogni Paese visitato che lo richiede). Non è sempre scontato invece ricordare una serie di precauzioni e documenti necessari in caso di diabete: in primo luogo la tessera sanitaria e quella di esenzione, per quest’ultima è meglio informarsi sulla disponibilità di assistenza sanitaria in convenzione con lo Stato italiano: per tutti i Paesi dell’Unione Europea questa è garantita dalla Tessera Europea di Assicurazione Malattia (T.E.A.M., in vigore dal 2004), per i Paesi extra UE (compresi gli Stati Uniti) consigliamo di rivolgersi direttamente alle ambasciate per capire nel dettaglio quali servizi vengono garantiti e quali sono a carico del paziente. In linea di massima consigliamo di stipulare un’assicurazione sanitaria in grado di coprire spese e “carte bollate” in caso di necessità.

Alcune destinazioni richiedono obbligatoriamente di effettuare una serie di vaccinazioni e la relativa tessera delle vaccinazioni.
Di importanza prioritaria per ogni turista col diabete è la lettera che attesta il diabete, redatta in lingua inglese (quando non è possibile nella lingua del Paese di destinazione) dal proprio diabetologo o medico di riferimento. Questa certificazione deve essere redatta su carta intestata dell’ASL di competenza, completa di contatti diretti con il medico e contenere le indicazioni relative alla diagnosi, al tipo di trattamento (le terapie in atto, comprese le indicazioni specifiche relativamente ai farmaci in uso) e alla necessità di dispositivi per il monitoraggio glicemico. Molte persone hanno sperimentato sulla loro pelle quanto sia difficile giustificare il possesso, per evitarne il sequestro, di siringhe, aghi, pungidito alle dogane oppure ai varchi aeroportuali, soprattutto dopo le nuove leggi sui controlli antiterrorismo.

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In valigia

Il bagaglio è, in un certo senso, lo specchio della nostra vacanza: ognuno lo prepara in vista delle attività che intende svolgere e in base alle necessità ed alle abitudini personali. In caso di diabete queste necessità, purtoppo, aumentano il volume dedicato allo “scompartimento sanitario”, in cui saranno presenti anche i farmaci di prima necessità come anti-infiammatori, antipiretici, cerotti…
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Per quanto riguarda il diabete consigliamo di approntare una “borsa dedicata” da portare sempre con sé (anche in aereo come bagaglio a mano) in cui riporre, oltre agli strumenti ed ai farmaci, anche tutta la documentazione necessaria e una piccola scorta di zuccheri semplici. Per i farmaci e i materiali necessari per l’automonitoraggio (lancette, strisce, aghi, siringhe, insulina…) è importante calcolare la quantità sufficiente per la completa durata della vacanza, anzi è meglio portarne un po’ di più di scorta, per prevenire imprevisti e ritardi. In caso di diabete insulino-dipendente è consigliabile procurarsi una borsa termica, soprattutto se si viaggia verso destinazioni particolarmente calde, ed evitare di riporre la scorta nella stiva dell’aereo in quanto le temperature toccate in quella zona sono alquanto basse e rischiano di deteriorare la molecola.

Come viaggi?

attualita6 aereoIn aereo
Il consiglio generale è quello di contattare direttamente la compagnia per farsi indicare con precisione i passaggi da seguire e le accortezze necessarie per poter imbarcare come bagaglio a   mano tutto il necessario per la gestione del diabete. Nello specifico, come già anticipato, è bene organizzare una borsa dedicata, annunciare prima del passaggio al controllo bagagli la propria condizione mostrando la certificazione firmata dal medico di riferimento. In questo modo eviterete “pubbliche domande indagatorie” e, in caso di aeroporti stranieri, problemi doganali con il rischio di lunghe discussioni ed eventuale sequestro degli oggetti. In linea di massima è permesso, previa presentazione di documentazione che lo attesti, portare con sé e al di fuori del sacchetto di plastica per i liquidi tutto il necessario per la gestione del diabete durante il viaggio. Questi materiali non sono sottoposti a limitazioni di peso e/o volume. Tutto questo succede prima di entrare in cabina, ma il viaggio vero e proprio deve ancora incominciare. Prima del decollo è buona norma avvisare il personale di viaggio della condizione diabetica, soprattutto se si viaggia da soli. Durante il volo potrete richiedere al personale degli spuntini o dei pasti con con pochi zuccheri, grassi e colesterolo, anche se, come al solito, prevenire è meglio che curare: portate con voi anche alcuni alimenti di cui siete sicuri, come carboidrati sottoforma di panini, frutta, barrette di cereali…I viaggi in aereo comportano spesso cambiamenti di fuso orario: quest’ultimi possono avere un effetto sui valori glicemici se non vengono presi in considerazione seriamente e soprattutto in caso di iniezioni di insulina. Consigliamo quindi di pianificare l’impatto del jet-lag ed i relativi adattamenti di dieta e terapia farmacologica con il diabetologo di riferimento. Come indicazione generale non è necessario modificare il dosaggio di insulina se non si oltrepassano più di 4/5 fusi orari e, per evitare di confondersi, è utile non impostare già alla partenza l’orologio sul fuso orario d’arrivo.

attualita6 trenoIn treno
Il treno è senza dubbio il mezzo più “tranquillo” per le persone con diabete ed i loro famigliari: permette di sopportare lunghi viaggi senza particolari accorgimenti “tattici” e preoccupazioni. L’unica attenzione riguarda i possibili sbalzi di temperatura fra i diversi scompartimenti, soprattutto se è presente un condizionamento dell’aria. In treno è possibile effettuare tutte le procedure di gestione del diabete in tutta tranquillità e senza “rallentare il viaggio”.


attualita6 autoIn auto
Quando si parte per un lungo viaggio in auto è importante una buona organizzazione ed una buona programmazione della tabella di marcia che tenga conto di tutte le eventualità e delle esigenze di tutti, a maggior ragione per chi ha a che fare con il diabete. Prima di partire è buona norma controllare di avere con sé tutto il necessario per la gestione del diabete e una buona scorta di zuccheri semplici, carboidrati e acqua. Conviene tenere tutto questo a portata di mano, non nel bagagliaio e tantomeno nel cruscotto dove le temperature alte rischierebbero di “guastare” qualcosa, soprattutto se si utilizza l’insulina! Qualora la persona con diabete fosse un passegero, le accortezze da tenere in occasione di lunghi viaggi in auto sarebbero “semplicemente” legate alla propria gestione, ovvero porre attenzione ai livelli glicemici con maggiore frequenza tramite il glucometro, bere molto ed evitare di mangiare cibi pesanti in occasione di soste nelle aree di servizio. Ma nel caso in cui a guidare fosse la persona con diabete, allora, per la propria ed altrui incolumità, consigliamo di prendere una serie di precauzioni in più: abbassamenti dei livelli glicemici, anche non manifesti come vere e proprie crisi ipoglicemiche, provocano cali di attenzione e difficoltà di concentrazione. Innanzitutto evitare di mettersi alla guida nelle ore centrali e quindi più calde della giornata. Fare soste frequenti è utile per effettuare i controlli glicemici e integrare con zuccheri e sali qualora i valori risultassero inferiori ai 100 mg/dl. Bisogna evitare invece di ingerire zuccheri durante la guida per compensare delle sensazioni di ipoglicemia: conviene fermarsi, verificare i valori effettivi e ripartire solo dopo che si sono ristabiliti.

attualita6 naveIn nave
Nel caso di lunghe traversate via mare l’unica accortezza in più rispetto alle normali precauzioni riguarda “il clima della nave”: significa fare attenzione agli sbalzi di temperatura fra i diversi ambienti della nave (spesso dotati di diversi gradi di condizionamento dell’aria) ed alla elevata umidità esterna. È difficile soffrire di mal di mare sulle grosse imbarcazioni proprio grazie alle loro dimensioni, ma se dovesse verificarsi a causa di un mare particolarmente burrascoso si può sempre fare ricorso ad un farmaco antinausea. In caso di vomito è utile verificare sovente i livelli di glicemia e bere molto. Diversamente a quanto possa sembrare in caso di vomito la glicemia aumenta in seguito ad una reazione ormonale dovuta allo stress e alla perdita di liquidi: è quindi primario reintegrare questi ultimi il prima possibile.